Imu: lo paga chi ha il diritto di abitazione
- Maria Chiara Sabato
- 19 mar
- Tempo di lettura: 1 min
Se si presta una casa a un parente o a un amico e il prestito avviene con una scrittura privata ma registrata anche se non avvenuta davanti a un notaio, l’unico a dover versare l’Imu è chi abita l’immobile e non il proprietario.

Per legge, infatti, è tenuto al pagamento dell’Imu colui che esercita un diritto reale come proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o diritto di superficie.
Lo ha stabilito l’Ordinanza 4329 del 19 febbraio 2025 della Corte di Cassazione. L’ordinanza chiarisce infatti che l’Imu va pagata da chi ha il diritto di abitazione dell’immobile.
Ecco nel dettaglio cosa scrivono i giudici: “La costituzione del diritto di abitazione su un appartamento con scrittura privata registrata, pertanto munita di data certa, ma non autenticata dal notaio né trascritta, esonera il proprietario dal versamento dell’Imu”.
Per evitare che il proprierario paghi l’Imu è requisito essenziale che la scrittura privata sia registrata e comunicata al Comune prima dell’annualità oggetto di accertamento.
Tuttavia, se chi abita la casa ha trasferito lì la sua residenza, non sarà tenuto al pagamento dell’Imu, con la conseguenza che l’Imu non sarà pagata né dall’abitante né dal proprietario.
La sentenza non tocca invece le locazioni: in questo caso è il proprietario a pagare l’Imu e non l’inquilino.
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