Il mutuo a tasso fisso conviene ancora
- Maria Chiara Sabato
- 4 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Scendono i tassi dei mutui ma il tasso fisso resta ancora il più conveniente. Nonostante i quattro tagli dei tassi della Bce che si sono succeduti in sei mesi da giugno a dicembre 2024, portando il tasso Bce al 3,15%, per chi deve chiedere un prestito in banca, la scelta più conveniente resta quella del tasso fisso.

Lo dimostra una simulazione sul sito del Sole24ore.it dove lo staff di Feel House Real Estate ha fatto una richiesta per un mutuo a 25 anni per una prima casa a Roma del valore di 250.000 euro e un finanziamento di 237.500, con un reddito dei richiedenti di 3.000 euro al mese.
Il risultato è questo:
i mutui a tasso fisso hanno un tasso fisso che va dal 3,65% al 4,15%
i mutui a tasso variabile hanno un tasso che va dal 4,75% al 5,90%
i mutui a tasso misto hanno un tasso che va dal 3,81% al 4,01%.
Secondo l’Abi, l’Associazione delle banche italiane, nei primi 16 giorni di gennaio 2025 il tasso Euribor a 3 mesi è stato in media del 2,76% in diminuzione di 8 punti base rispetto a dicembre 2024 (2,84%) e in diminuzione di 124 punti base rispetto al valore massimo registrato a ottobre 2023.
A dicembre 2024, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è diminuito al 3,10%, rispetto al 3,23% di novembre 2024 e al 4,42% di dicembre 2023; mentre è rimasto invariato il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese che è al 4,53% come a novembre 2024, ma era 5,45% a dicembre 2023.
Nonostante il calo dei mutui, però, a causa del rallentamento della crescita economica, si è ridotta la domanda di prestiti: a dicembre 2024, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi dell’1,0% rispetto a un anno prima; a novembre 2024 i prestiti alle imprese erano diminuiti del 3,6% mentre quelli alle famiglie erano rimasti invariati.
Mentre si riduce la richiesta di mutui, aumenta però la propensione al risparmio degli italiani. Secondo il rapporto mensile dell’Abi, pubblicato a gennaio 2025, la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, presenta un incremento di circa 164 miliardi tra novembre 2023 e novembre 2024 (56,8 miliardi famiglie, 16,2 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione).
A dicembre 2024 la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, è cresciuta rispetto ad un anno fa del 6,8% (+7,2% nel mese precedente). La propensione al risparmio si dimostra anche con la crescita della raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni): a dicembre 2024 è risultata in aumento del 2,4% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+4,8% a novembre 2024).
Un'idea del futuro la fornisce l'istituto di ricerche Scenari Immobiliari con il report pubblicato a settembre 2024. Secondo questo rapporto, nel 2025 l’Italia avrà un incremento del fatturato del comparto immobiliare del 5.7%.
Sul fronte delle compravendite residenziali, per il 2025 ci si aspettano circa 760 mila scambi: un incremento del 36 per cento rispetto al 2020.
Oltre il novanta per cento delle compravendite riguarda case vecchie e questo spinge le quotazioni al rialzo per le abitazioni nuove o comunque di migliore qualità, che non richiedono interventi di riqualificazione.
Proprio sui prezzi di vendita, si prevede una crescita del 3,1% a livello nazionale, ma nelle grandi città le variazioni saranno più significative, con Milano che guida la classifica delle prime 10 città con un +6,9%, davanti a Venezia con un +6,5% e Roma con un +6%. Seguono Bergamo (+5,2%), Bologna (+5,1%) e Napoli (+5%).
Sul fronte dei diversi settori, continua la serie positiva delle seconde case ad uso turistico, spinta sia dalla domanda di investimenti per la locazione breve, che dalle richieste di chi trasforma la casa vacanza in una residenza primaria. In salita anche il mercato alberghiero con una presenza sempre più significativa delle catene internazionali e investimenti nei cinque stelle urbani e nei resort al sud.
Buona anche la ripresa del settore terziario, con un incremento del fatturato pari al 3,7% nel 2025.
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